Gran Caffè Scuola Blog - pensieri in libertà
a tutti i docenti in "Gran Caffè Scuola Blog"
Torna al Sito del Gran Caffè

mercoledì, 07 aprile 2004

86x8686x86

Frohe Ostern

Buona Pasqua a tutti !!

postato da: maradulcetta | 12:48 | commenti (2)

martedì, 06 aprile 2004

 Segnalo dei Blog interessanti curati dalla prof.ssa Maria Rita  Vinci , docente di  Geografia politica presso  ITC " A. RIZZA" di Siracusa .

 
Blog sulla geografia
Blog test
Blog interamente organizzato dagli alunni
Le mie pagine Web

postato da: maradulcetta | 17:18 | commenti (1)

domenica, 04 aprile 2004

Gentile collega, abbiamo letto la tua bellissima presentazione....Rispecchia molto quello che è il nostro pensiero...
Vorresti farcene dono inserendola nel Blog del Gran Caffè Scuola, naturalmente a tua firma?
Ci piacerebbe molto...
Lory e Pat
Grazie per l' invito a pubblicare i miei pensieri

PRESENTAZIONE di un percorso nel mondo di informatica

di M.Oliveta Dulcetta

http://tedesco.splinder.it

(Pagine Web http://www.mariaolivetadulcetta.itcrizza.net)

i chiamo M. Oliveta Dulcetta ,docente di Tedesco . Da anni sperimento l`uso dei nuovi strumenti didattici che ho appreso da autodidatta attraverso un lungo-costante-appassionato-intenso-faticoso-difficile-paziente-certosino-ostinato-controcorrente-laborioso autoaggiornamento.

Le mie pagine non si propongono come obiettivo quello di istruire , nè tantomeno si propongono scopi culturali ( ....la cultura è ben altra cosa ...), sono pagine nate, per cosi' dire , "in libertà" , pagine "on the road" per citare il titolo del romanzo dello scrittore americano J. Kerouak , pagine che non seguono e non vogliono seguire modelli , pagine nate un po' per gioco ,un po' dalla voglia di sperimentare nuovi strumenti didattici e grafici. Per alcuni anni sono stata accompagnata da una sensazione di incredulità ed inadeguatezza nel veder cambiare in modo così profondo e repentino il mondo dell’istruzione, tradizionalmente poco ricettivo alle novità esterne e da sempre additato come cenerentola tecnologica e ho cercato di difendermi dagli "attacchi informatici" pensando che mettessero a rischio tutte le mie libertà d' insegnamento . Come molti docenti ho cercato strenuamente di difendere il mio spazio : non è facile dividere la regia con una macchina perfetta , ineccepibile .Nei miei percorsi didattici ho sempre amato le piccole e grandi sfide : personalmente non ho mai voluto creare un " metodo " di insegnamento , fisso , immutabile nel tempo . Non esiste " un buon metodo ", esiste piuttosto un metodo fluido , mutevole , pronto a modificarsi , pronto a spezzare le certezze , adattabile alla classe .Le proprie esperienze professionali hanno valore se si ha il coraggio di "frantumarle " giorno per giorno per crearne altre nuove e diverse. Spinta dalla curiosità , dal bisogno di esplorare nuove tecniche che potessero essere innovative per i miei alunni mi sono avvicinata ai nuovi strumenti . Le vere persone che , silenziosamente , mi hanno sostenuta in queste mie sperimentazioni didattiche sono stati i mie alunni , i quali hanno sempre seguito con partecipazione i miei percorsi , accettando anche quelli iniziali ,  rudimentali , tecnicamente imperfetti .. e goffi. Scolasticamente e culturalmente mi sono formata in anni in cui il libro era l' unico strumento e inizialmente entrare in un mondo che non mi apparteneneva, popolato dal linguaggio HTML , da acronimi quali URL, GIF , FORM ... parole inquietanti e ostili ... non è  stato facile . è stato un percorso tortuoso , solitario e non semplice .Ma ho capito che gli strumenti stimolavano la mia creatività ( io "docente di tedesco" da sempre con il "vizio" della pittura , dei colori , delle tele ,degli acquarelli , delle tavolozze , della lavorazione del legno , del restauro , della ceramica , dei lavori artigianali ....) producendo nella mia attivita' qualcosa di più che un cambiamento, hanno realizzato il mio sogno nel cassetto , dandomi la possibilita' di avvalermi per la mia disciplina degli strumenti finora riservati all’elite della comunicazione, ai pubblicitari ed ai professionisti dell’informazione .

Ho sempre di rifiutato di restare passivamente legati ad un passato ,ad un "amarcord" che benche' glorioso riesce solo parzialmente ad avere un legame con il presente . . L' espressione " ai miei tempi... tutto era diverso... " ha qualcosa di stantio e frena qualsiasi voglia di cambiamento. Non si deve essere necessariamente degli esperti " accatiemmeelleisti " , dei grandi programmatori o degli esperti in grafica per avviare un processo di informatizzazione della propria disciplina : occorre pazienza , buona volontà , rispetto per il proprio lavoro e bisogno di riproporsi sempre in una veste nuova. La mia scelta di di integrare la mia disciplina con le nuove risorse sicuramente non ènata da uno sciocco bisogno di sentirmi "moderna": riconosco di avere uno spirito particolarmente critico e indipendente per cedere alle seduzioni di una moda stagionale (.....e non sono culturalmente sprovveduta da accettare acriticamente le nuove tecnologie senza un mio proprio personale filtro.... ) . La scelta si è sviluppata sia in seguito alla convinzione che da questi miei tentativi possano scaturire nuove opportunita' didattiche e culturali , in grado di interagire concretamente con lo sviluppo tecnologico , al di la' di ogni retorica .....E' chiaro che in questa prospettiva i nuovi materiali sono flessibili, sempre "in fieri" e mai definitivi, possono essere manipolati, riscritti, animati, sonorizzati, inviati via Internet, fatti circolare nel Web rielaborati ,possono essere archiviati e poi riutilizzati al momento opportuno , anche fuori delle pareti scolastiche , si può comunicare direttamente con parlanti nativi attraverso forum, chat, mail al semplice clic del mouse si aprono le porte ad altre culture .

Se qualcuno ha dei dubbi riguardo le nuove tecnologie ? Mi viene in mente Bob Dylan che negli anni settanta cantava (alludendo ovviamente a qualcos`altro) " the answer, my friend, is blowing in the wind".

i (Pagine Web http://www.mariaolivetadulcetta.itcrizza.net)

http://tedesco.splinder.it






postato da: maradulcetta | 09:21 | commenti (1)

giovedì, 26 febbraio 2004

SONO STATA IN PARADISO di Antonia Manfredi

sono stata in paradiso,
sono tornata, ma voi siete sempre qui immobili e lontani come alla miovola, come in beautiful.

Mercoledi giorno, appunto il giorno mi pesava, non passava mai, la testa fischiava, sentivo un treno in lontananza ed io pensavo "ma cosa faccio qui? Francesco se n'è andato, Scaglione non c'è, Mariella ha partorito, la segretaria è strana " mentre i ragazzi della SISSIS passeggiavano come i matti e Nicoletta mi covava indaffarata. All'una entra il Dirigente imbufalito e mi fa una scenata di rito che si conclude sempre con " io sono il preside!" ed " io sono la professoressa manfredi" poi corsa all'Università ma come al solito il Barone di turno manca all'appuntamento e quindi di corsa a scuola per i corsi di non so chè, alle sei e mezza Nicoletta mi fa :" finiti questi corsi non vengo più", a me è salito un mal di testa, ma un mal di testa e non riuscivo a rammendare l'ennesimo buco nell'ennesimo calendario. Alle sette ho gridato ad Anna:" basta, voglio uscire da questo loculo!". A mezzanotte non riuscivo a dormire, mi sono alzata ...e poi mi sono ritrovata per terra....e poi sentivo voci: " apri l'occhio, stringi qui, stringi là, muovi la gamba destra...e litigi...non ci sono letti, perchè mi avete portato anche questa...ed io bofonchiavo..." mandatemi a casa e smettetela di litigare". Mi hanno messa prima in una specie di incubatrice, ma io non sono riuscita a fare le uova, poi mi sono ritrovata in una stanzetta, ogni tanto veniva qualcuno e si accaniva con il mio occhio destro, che non voleva saperne di aprirsi, ed io glielo dicevo :"guardate che l'occhio è divergente, come me poi si aprirà". Dopo due giorni di pungi qui e sposta là, gli occhi funzionavano, le mani pure e le gambe anche. I medici erano offesi, mi hanno rivoltata da tutte le parti e poi....poi mi hanno ricoverata in paradiso una stanza appesa al cielo, ad un cielo che sconfinava con l'azzurro delle montagne dell'aspromonte che quando le nuvole erano blu non riuscivi a capire dove finisse la terra e dove iniziasse il cielo e poi, poi il mare del ponte e quattro angeli due ormai senz'ali ed uno zoppo nella stessa stanza, ed il medico alle mie richieste di tornare a casa mi ha detto: " signora questa è la sua ultima occasione di vedere com'è Scilla e Cariddi senza il Ponte, non la perda resti con noi!".
Così ho guardato lo stretto dall'altro lato perchè io lo vedevo dalla parte del Porto ed ho scoperto che la costa Calabra ha tre insenature prima di arrivare a Reggio e che lo stesso sarà quella Sicula perchè la Madonnina non si vedeva più in compenso, si vedevano in lontananza le traghetto e si immaginava l'approdo di partenza e di arrivo e le montagne spettacolari, tre serie di montagne dal blu chiaro el blu scuro come la costa o come il tè dei beduini: un primo approccio, una conoscenza ravvicinata, un'amicizia affettuosa.
E poi gli angeli, due sembravano morti nei loro letti di dolore, uno mi occhieggiava diffidente dal letto vicino, poi ha preso un bastone, si è alzato e mi raccontato la sua storia. Una storia di fine vita, di attesa di madre, di vedova, di conti con gambe che prima funzionavano e poi all'improvviso......Man mano si è svegliato l'angelo monello, si è sedutto in mezzo al letto e si è messo a gridare aiuto, mi guatava con occhio maligno e gridava così ho scoperto che l'angelo era senz'ali: " Ernia iatale ed erni ombelicale, pleurite, sordità, scompenso cardiaco, ictus lato destro e sordità". Siamo al completo ha commentato asciutto il figlio dell'angelo zoppo, nel frattempo l'angelo monello ha cominciato a snocciolare insulti e parolacce in antico siciliano e mi chiamava con la mano. sono andata e..." nun pozzu...." non vi posso dire cosa non poteva fare quel povero angelo, è la volta buona che Mazzella mi caccia. Nel frattempo l'angelo che sembrava morto ha cominciato ad occhieggiare a sorridere dello sciocchezzaio che si scambiava fra noi e mi ha mandato dalle infermiere per chiedere di essere aiutata ad andare dove Beatrice ti fa andare e l'infermiera mi ha risposto nervosa," ma quella non si è accorta ancora che può fare quell che vuole, tanto ha il sacchetto portatile, peccato che non possa camminare". Quando sono tornata e le ho spiegato che ormai lei aveva infranto ogni teoria economica "essendo libera dal bisogno", mi raccontato tra lo snob e la sorpresa di essere un'insegnante di filofia in pensione e di essere incespicata e poi...poi, eccola lì in quel letto senz'ali e senza voglia di parlare, facendo finta di essere anche rimbambita. Nel frattempo l'Angelo monello ha ricominciato a gridare, urlava di sei figli partoriti con facilità, ma un po' sordi e lei sola in quel letto che suonava campanelli, che chiamava tutti noi e che combinava marachelle che non posso raccontarvi se no Mazzella mi caccia dal Forum. A sera è arrivata una polacca spaurita, teneva la mano tremante sul cuore, era arrivata da quattro giorni a Messina, e guardava sconvolta l'angelo monello. Poi, poi abbiamo cominciato lei ad apprendere parole in Italiano ed io in polacco, peccato che questa mia memoria divergente si è scordata molte cose, ma già costruivamo frasi all'infinito ed ho sperimentato quanto sia produttiva la DIDATTICA BIUNIVOCA, comunque ora so che il polacco è dolce che tutte quelle consonanti in fila altro non sono che un dolce scivolare della loro lingua, mi ricordo che parolaccia si dice Wulgàta, che Italiano suona più o meno come Wlonski, che lezione si dice Lectia e che conoscere il latino, l'inglese ed il francese è un buon inizio per arrivare alla radice delle parole. Basta ho fatto indigestione di angeli , di andirivieni e dell'angelo monello che ha chiamato una certa Concettina per tutta la notte.Il giorno dopo stavo di nuovo male, guardavo rintronata il cielo mentre i tre angeli delusi e la polacca triste mi guardavano speranzosi, poi domenica mattina è arrivata lei , l'angelo che non mangia mi ha portato le orchidee e mi ha detto che sì sta tentando, che si è spaventata perchè il suo cervello comincia a perdere colpi e che cercherà di mangiare uno spicchio di mandarino ai pasti principali e metterà una goccia di latte nel caffè del mattino e sua madre mi stringeva la mano annuendo. Mi sono alzata ed ho ripreso a parlare con gli angeli senz'ali, con la polacca spaventata, con i parenti ormai stanchi, con gli infermieri ormai senza pazienza, con una signora dai dolci occhi azzurri che alleva una sua sorella bambina di 47 anni, poliomelitica e che non parla. Oggi sono andata via da quel Paradiso dove tra terra,mare e cielo non c'è soluzione di continuità e l'angelo monello mi teneva per mano, l'insegnante di filosofia mi ha detto che vuole farmi vedere la sua casa anch'essa sospesa fra mare e cielo, la signora che alleva la donna-bambina mi ha regalato un confetto e l'angelo zoppo mi ha salutata burbera. Forse il Paradiso, quello da cui un giorno siamo stati tutti cacciati, è così pieno di angeli senz'ali, di angeli affaticati, di angeli stressati e arrabbiati, ma pronti a regalare un sorriso o una speranza al nuovo ammalato che entra.






postato da: GranCaffeScuolaBlog | 15:40 | commenti (1)

venerdì, 20 febbraio 2004

BLOG E DIDATTICA  di Loredana Mosillo

  Quello dei blog è un argomento che mi appassiona.
Lasciando da parte i casi limite di celebrazione del proprio io, guardo con simpatia ai “blog- diario personale” che, citando Brancati -Tomasoni, “diventano come le agende Smemoranda dei nostri figli, che aumentano di tre volte il loro volume, pieni all’inverosimile di oggetti da conservare, dal biglietto del cinema alla cartina della caramella offerta dal boy friend”. E ritengo giusto anche sottolineare l’azione positiva di certi blogger che si fanno artefici di un insieme fortemente interattivo all’interno di comunità aventi gli stessi intenti.
Ma vorrei soffermarmi sull’ utilizzo dei blog a livello didattico, cosa che in America è già in atto da alcuni anni, mentre in Italia solo dallo scorso anno sono apparsi i primi siti dedicati, in lingua italiana (www.schoolblogs.com)
Sostengo che un uso ragionato e programmato del blog, in classe, possa dare grandi soddisfazioni dal punto di vista didattico.
Non è vero che i nostri ragazzi non amano scrivere, piuttosto non amano farlo in contesti definiti dagli adulti. So per certo da mia figlia adolescente e dalle sue amiche, che molte di loro, la sera, prima di addormentarsi riempiono pagine e pagine di diaro, gli affidano le loro più recondite emozioni, fanno la cronaca della giornata appena trascorsa, scrivono lettere ai loro ragazzi (e da loro ne ricevono), scrivono lettere appassionate ai loro idoli del cuore.
Ma di queste produzioni, la scuola non ne ha traccia.
I giovani amano scrivere, comunicare, ne sono convinta; inventano continuamente nuovi linguaggi, nuovi codici, …. E allora.. .cambiamo i contesti, adattiamoli ai giovani… Noi insegnanti, come diceva W. von Humbold, non dovremmo insegnare la conoscenza, ma creare le condizioni perchè l'insegnamento possa avere luogo", e, come afferma E. Morin nel famosissimo e attualissimo “La testa ben fatta” non è questione di seguire programmi , ma di attuare strategie.
E allora, mi chiedo, che differenza c’è tra il correggere con la matita rossa e blu su un foglio protocollo e il ragionare sull’errore scrivendo un articolo per il blog della scuola? Inoltre la sottolineatura degli errori, così discreta del pc, non è frustrante quanto la matita blu. Il computer è pedagogicamente più efficace, evidenzia in maniera meno drastica le negatività!
E poi, perché sia insegnamento, deve lasciare traccia e "log" significa “traccia”. Sarà solo un caso?
Ma certo, cambiare strategia presuppone il fardello dell’incertezza, e quindi diventa scommessa. Mi chiedo se siamo pronti, noi insegnanti, a credere e a scommettere su noi stessi?
Loredana Mosillo Tutor B ForTic











postato da: GranCaffeScuolaBlog | 18:46 | commenti (9)